Un saluto…di passaggio…

16 Maggio 2007 1 commento

Esisto ancora e…fra un pò dovrei tornare…

Buonanotte!!!

Voglia di primavera

12 Febbraio 2007 5 commenti


Mi sto appassendo. Sono caduto nel letargo più profondo. Ho bisogno della primavera: quella vera però, non questa pseudo-primavera in tempi invernali. Ho bisogno dell’ora legale. Ho bisogno di giornate lunghe e soleggiate (quanto basta: modello primavera).

Scusate, lo so che le mie sembrano parole buttate al vento: si, certo che lo sono. Ma è un modo per sfogarmi e gridare: basta!!! Basta questo tempo di mer*a! (scusatemi). Sono stufo di vedere il cielo prima sorridente e dopo un’ora inca**ato nero!! Voglio la primavera e lunghe ore di sole nelle quali passeggiare con vestiti comodi e leggeri sulla natura rigogliosa, piena di colori e di vita. Ho bisogno di più ore di sole, che mi aiutano non sapete quanto, a praticare le mie attività preferite. Ho bisogno della primavera che porta tanta bella gente fra le strade: ognuna di loro è un potenziale amico/a. Voglio primavera, primavera, primavera e….ancora primavera!!! Si, eppoi è la stagione degli amori: anche per questo fa al caso mio.

Uffa…ma quanto mi toccherà aspettare… :-o

Vergogna!!!

3 Febbraio 2007 2 commenti


La notizia impazza ovunque. Sia che io accenda la tv o la radio non si parla di altro. I giornali ne hanno riempito a tutto titolo le loro prime pagine. Si, stiamo daltronde parlando della vergognosa tragedia verificatasi ieri fuori dallo stadio Massimino dopo il derby siciliano Catania-Palermo. Superfluo è parlare del risultato della partita, che francamente neppure ci interesserà mai, visto e considerato quello ch’è successo.

Erano circa le 19.00 ed ero in macchina che tornavo dal lavoro e sentii alla radio che si giocava quella che doveva essere una bella partita, un incontro di calcio tra due squadre che giocano un buon calcio e, che io sapendo solo allora del verificarsi dell’evento, quasi mi mordevo le dita per non esserci. Un pò di mesi fa, avevo appunto in mente di andarmi a vedere un paio di partite di Serie A dato che essendo il Catania approdato nel massimo campionato questa possibilità era diventata realistica, per me che sono ragusano, distante neanche tantissimo dal capoluogo etneo (100 km). Manco a farlo apposta mi ero promesso di andare a vedere Catania-Milan e Catania-Palermo. Erano le 19.00 quando mi mordevo le dita per non essere lì ad ammirare dal vivo quelle due squadre che giocano veramente bene. Volevo pure sfruttare il momento per applicarmi alla fotografia sportiva e crescere nella mia passione.

Molto più tardi (forse saranno state le 22.30 o le 23.00) dopo che m’ero prima assopigliato perchè stanco dal lavoro e poi risvegliato, sento tuonare dalla tv una notizia che fa vergogna. Inutile dilungarmi per dire quello ch’è successo. Un ispettore capo di Polizia, Filippo Raciti, 38 anni, di Acireale, muore coinvolto negli incidenti verificatisi fuori dallo stadio, dopo la partita. Si trovava dentro uno dei mezzi delle forze dell’ordine; al suo interno viene lanciata una bomba carta che gli provoca prima delle gravissime ferite e poi la morte. Lascia la moglie e due figli. Il bilancio dei feriti è di 100 vittime.

Non avevo parole. Veramente non capivo perchè nel 2007, in una società che si considera “avanzata e plasmata dal progresso” dovessero accadere ancora queste cose. Nella mia testa non facevo altro che dire: “Vergognoso, vergognoso e ancora…vergognoso”. Non mi raccapezzavo più. L’uomo capace di uccidere per una partita di calcio!!!?!?!? Ma stiamo davvero diventando matti o sono io che ho capito male a causa del mal d’orecchi? Mi chiedo: ma cosa spinge una persona ad andare alla partita con degli ordigni al seguito? Uccidere?!!? Ferire?!?!?!? Far esplodere qualcuno o qualcosa?!?!? E poi: per chi e per cosa?!?!? Dove si voleva arrivare commettendo un tale gesto?!?!? I miei interrogativi si succedono l’un dopo l’altro. Ora, in tv e in radio, sentiamo dire spesso: disagio sociale. Si, sono daccordo. Un disagio sociale c’è e ci sta tutto, perchè sicuramente chi commette un tale gesto (vergognoso, da condannare) non scoppia di felicità. Questo non giustificherà mai tale azione e spero pure che la giustizia faccia il suo corso velocemente. Vogliamo però capire da dove nasce questo disagio sociale? E allora cominciamo a tirare fuori la famiglia, la mancanza di lavoro, la mancanza di un contesto socio-politico in grado di valorizzare l’individuo come persona e come lavoratore, come individuo capace di essere utile alla collettività, nel cui contesto si mira a realizzare dei sogni spesso disattesi; e poi, altro ancora.

In realtà, non possiamo sapere cosa frulla nella mente di chi ha ucciso per il pallone, però un’importante conclusione la possiamo trarre. Parliamo di valori: tutti noi ne abbiamo. Ma quali sono? Possono essere gli amici, il/la fidanzato/a, la sincerità, l’amore e tante cose nobili. Ma non solo. Forse per taluni i valori sono altri: sesso facile, droga, odio, vendetta, rancore e cose simili. Ma per altri ancora vi sono valori anche piuttosto materiali, da potersi pure toccare con mano o comunque con i cinque sensi: l’auto, la moto, la barca, e …il calcio. Per carità, il calcio è un bellissimo sport e lo consiglio a tutti. Il calcio è una disciplina nobile, salutare per il corpo umano, divertente, capace di unire ed anche spettacolare. Sono molti i pregi di questo sport. Difetti in se per se, non ne ha!

Chi però al calcio ha dato un valore più alto di quello ch’esso in effetti ha, ha commesso un gravissimo errore. Chi lo ha innalzato sommamente fino a trasformarlo nel proprio dio (un idolo) ha commesso lo sbaglio più tremendo. Qui poi, più che di calcio, poi si parla di “squadra del cuore”. Va bene, lecito. Non sono contrario all’avere la squadra preferita: pure io ce l’ho. Ma trasformare il Catania, il Palermo, la Juve, il Milan (o chissà quale altra squadra) nel proprio dio, è tutto un’altro paio di maniche! L’inizio della fine comincia proprio da qui, quando il dio-squadra muore e non c’è più: quando perde o quando l’ultrà dell’altra tifoseria ingiuria. Qui, il tifoso devoto al suo dio-squadra va in disperazione e sta male, perchè quello che per lui è di più importante nella vita è morto e non c’è più. E’ li, che lui si sente abbandonato (il suo dio l’ha lasciato e non c’è più), avverte l’assenza della linfa da cui si sentiva mosso e come un drogato in crisi di astinenza perde il senno commettendo l’assurdità.

Non voglio essere retorico: ma quali sono i valori di oggi? Come ho già precedentemente detto, tutti ce li hanno. Ma bisogna ben riflettere su quali siano, perchè si possono avere, ma possono essere quelli sbagliati. Infine, si possono avere leciti valori, ma che se innalzati oltremisura prendono una piega molto diversa di quella che dovrebbero, trasformandosi successivamente anche in odio, violenza e morte, come in questo caso limite.

E allora che si fa? Bella domanda. Beh, le risposte non posso darvele io, perchè è ognuno di noi che deve chiedersi se e come ha contribuito alla tragedia. Si, perchè chi ha ucciso non è venuto dal pianeta Marte. Lo ha partorito la nostra società! Lecito è chiederci, quale sia la nostra personale condotta e renderci conto se qualche nostro atteggiamento istighi il nostro prossimo a comportarsi in modo sconveniente o meno. Lecito è chiedersi, quali valori diffondiamo, visto che comunque sia, sempre il nostro comportamento lascia un messaggio (positivo o negativo che sia) a chi ci sta vicino.

Cari amici, poche chiacchiere: passiamo ai fatti.

A voi e per voi: Jack.

Prosegui la lettura…

Sono tornato!!!!!! Forse?!

27 Gennaio 2007 1 commento


Ma chissà cosa avrete pensato? :) Jack è sparito? Si in effetti è proprio così. Il passaggio dal 2006 al 2007 non è stato per me dei più rosei. Giusto per capirci ho passato un capodanno di mer*a tipo come quello dell’anno scorso. Sono già due di fila e non pensavo di meritarmelo. Ma va bene: la vita è fatta di alti e bassi che ci tocca sopportare che lo vogliamo o no. E’ difficile spiegare quello che ho passato. Ancora devo riuscire a spiegarmelo pure io. Non ci sono stati incidenti e non è morto nessuno, ma nella vita da uno o due mesi circa non dico che tutto filava liscio, però riuscivo a sopportare tutto con una serenità che quasi spaventava pure me; poi a fine anno qualcosa mi turbò. Ecco, cominciò a darmi qualche spiegazione: c’è un misto di delusione verso me stesso e qualcos’altro a cui non riesco a dare neanche il nome. Fatto sta che sono sparito proprio per tutti.

Il mio stato di generale delusione mi ha fatto fare uno stop al mondo dei blog: ho pensato di non essere capace di poter scrivere qualcosa, nè di poter onorare in modo degno i miei amici blogger . Vi chiedo scusa, ma non era mia intenzione abbandonarvi: lo facevo proprio per voi, perchè meritavate di meglio.

Oggi mi sono fatto animo: è ora di “uscire dal ghetto”. Si, perchè mi sono richiuso un pò (più di un pò…) in me stesso. Penso più che mai di aver bisogno di una persona accanto, che sia capace di capirmi e di risollevarmi in questi momenti: lo dicevo circa un mese fa ad un?amica. La mia attuale esistenza si sta proprio indirizzando ad una seria ricerca di tale ?essere? per me ancora sconosciuta. Chissà che non me la porti proprio il 2007?

SI!

2006: un anno che se ne va

31 Dicembre 2006 4 commenti


Il 2006 è quasi finito. E? un anno che praticamente può dirsi andato. Non si può dire che mi abbia riservato molto: se devo essere sincero mi aspettavo molto di più. Ho dei sogni ancora da coronare, che per me valgono la vita stessa: sento forte la mancanza di una persona che mi viva accanto, che mi faccia sentire il suo affetto e su cui possa esser certo di poter sempre contare.
Restano i conti aperti con il lavoro, ma non è oggi che voglio pensarci: oggi si fa festa e non voglio pensare agli schifosissimi denari. Vorrei un mondo nuovo, dove quello che conta non sia quello ch?è impresso su delle insensibili banconote, ma quello ch?è impresso nel profondo dell?anima.

Il conto alla rovescia è già iniziato. Il 2007 è già vicino e, non illudiamoci: già lo sappiamo per esperienza che ci porterà tante cose belle, ma anche tante altre molto brutte che ce lo faranno maledire. Alcuni che oggi festeggiano il suo arrivo, probabilmente quando esso finirà quasi gli sputeranno addosso e diranno: ?Finalmente, ?sto ca**o di 2007 è finito! E che cavolo, non se ne poteva più?. Ad altri invece, il 2007 riserverà solo meraviglie: ma si sa, la vita è fatta di alti e bassi a prescindere di quale sia quel numero a 4 cifre che per 12 lunghi mesi ci accompagna.

Però oggi, ed in particolare stasera, ma che ce frega e che ce importa! Godiamoci quest?attimo di vita che sfuma via e che non torna più e facciamolo con i nostri genitori, nonni (per chi ce li ha), amici e parenti tutti.

Il conto alla rovescia è già iniziato: abbracciate la bottiglia di spumante e iniziate a contare?

Buon 2007!

La storia Infinità – Neverending story

29 Dicembre 2006 3 commenti


Mannaggia, sta iniziando su Canale 5 “La storia infinita (Neverending Story)”. Ho visto questo film al cinema insieme a mio fratello che ogni tanto raccattava i soldi per andare al cinema con me e con qualche altro amico di quei tempi. Mi sembra di tornare ai tempi delle scuole elementari: ricordo come fosse ieri, quella lontana mattinata quando la mia maestra portò tutta la classe nella sala degli insegnanti a vedere il VHS del film. Tempi mitici che ricordo con non poca nostalgia. Avrei tanta voglia di incontrare di nuovo i miei vecchi compagni di classe di quel tempo: la scuola elementare di Via 10 (che poi diventò Via Boris Giuliano, come e lo è tuttora).
Sto guardando il film con un?emozione fortissima; mi sta portando molto lontano negli anni. Non parliamo della colonna sonora, che quasi quasi vorrei piangere per sfogarmi quando la sento. Non credo sia strano: talvolta gli odori, la musica, una foto, un disegno o la visione di un vecchio pezzo di carta scritto tanti anni fa, ma che ti ritrovi davanti con sorpresa, sono capaci di riportarti nella mente tanti ricordi, tante sensazioni e momenti indimenticabili che vorresti rivivere. A quel punto, vorresti girare all?indietro le lancette dell?orologio che scandiscono senza alcuna pietà il passar del tempo; oppure strapperesti il calendario e ne rifaresti uno nuovo datato 1990, pretendendo che tutti accettassero il nuovo corso dei tempi. Insomma vorresti tornare indietro per essere bambino o adolescente e rivivere il meglio e il peggio, la gioia e il dolore, i pro e i contro dell?epoca.
Mentre scrivo, Artax (il cavallo di Atreiu) sta sprofondando nelle sabbie mobili; mi accorgo che anche io sto sprofondando, ma nel mare dei ricordi.

Natale? Uhm…

25 Dicembre 2006 2 commenti


Avevo intenzione di scrivere un post che illustrasse in modo organico la mia visione del natale, ma siccome stamattina non sono in vena, dico solamente le quattro cosette.

Inizio col dire, che innanzitutto per me il giorno di natale rappresenta una giornata di riposo e pure stipendiata :D ; poi non faccio né l’albero, né il presepe, nè i regali, a meno che non stia a contatto con chi in certe cose non la pensa come me (o non conosce il mio pensiero) e che quindi potrebbe rimanere offesa. Mangio i panettoni e i pandori, che porca paletta…gnam…gnam…son buoni (però, mai quanto bistecca, tortellini, lasagne, ehehehe…. :D ).

Ok, avete capito: non festeggio il natale. Innanzitutto, mi tuttavia molti neanche sappiano cosa festeggiano: Gesù o Babbo Natale?
Cosa frulla nella mente delle persone quando odono il sostantivo “Natale”? Pensano alla nascita di Gesù oppure a Babbo Natale, regali, luci e addobbi? Spero di sbagliarmi dicendo che molti pensano ai Babbi. Che poi ancora, voglio capire una cosa: scusatemi l’ignoranza, ma chi l’ha creato questo connubio tra Gesù e Babbo Natale? La figura di Babbo Natale, oltretutto mi pare sia di origine pagana e di conseguenza non penso che l?esaltazione di questo simpatico vecchione con la barba bianca abbia qualche nesso con la festa della nascita di Gesù.
Ancora dico, che non è neanche vero che Gesù è nato il 25 dicembre e, comunque sia preferisco festeggiare Gesù non solamente un giorno all?anno, ma tutti i giorni dell?anno e nel modo come Lui stesso ha detto di fare (non con il cosiddetto ?natale?).
Va bene, andiamo al sodo: il natale è soprattutto la festa dei commercianti che riescono a introitare in 15 giorni quello che riescono a raccogliere in 2 mesi negli altri periodi dell?anno. E? la festa che serve a scambiarsi le visite, girare negozi, lanciare insieme agli auguri anche tanti sorrisi qua e là, e altre cose del genere.
E? per questo che, in coerenza con quello che penso, non faccio gli auguri di natale; a volte preferisco scambiarli con quelli di buon anno (anticipati ehehehe?. :D ).

Piccolo consiglio: in questo giorno, giusto che avete un pò di tempo libero, abbracciate il Vangelo e leggetelo. Prendetevi quei 15 minuti di riflessione e pensate a quello che conta veramente. Cercate di realizzare che Gesù non è rimasto bambino, ma che è li vicino a voi per farvi luce se voi glielo chiedete. Chiedete con parole vostre e nel Suo nome e vi risponderà.

The End

23 Dicembre 2006 1 commento


Proprio così: è finita. Stasera, ho scritto ufficialmente l?ultima pagina del mio anno scolastico. Sono appena tornato a casa e mentre vi scrivo, lo faccio con non poca malinconia. Mi sono deciso ad andare a scuola, ma non per fare lezione. Dopo essermi fatto la doccia, mi vesto e vado. Accendo l?autoradio e ascolto un po? di musica, in quegli attimi che per me precedono un momento molto importante, quanto triste. Giungo a scuola e parcheggio l?auto all?interno del cortile, come faccio solitamente. Scendo dall?auto e mi avvio a passi lenti e con serenità interiore verso l?ingresso dell?istituto. Sono le 20.30 circa e sarebbe ora di lezione e in pratica non c?è quasi nessuno, né nell?androne, né per i corridoi. Vado per la segreteria a cercare il bidello (persona da me stimatissima) per chiedergli di darmi il modulo per la domanda di dimissioni. Non lo trovo: la porta della segreteria è chiusa. Allora vado a vedere, dal finestrino di servizio posto a mò di sportello utenze, tra la segreteria e la parte di corridoio che è più immediatamente vicina all?androne scolastico: da qui, riesco ad appurare che il bidello non si trova in segreteria. Decido, a questo punto, di muovermi per trovarlo e noto che una delle porte delle stanze che precedono le aule è insolitamente aperta. Mi avvicino lentamente verso di essa. La porta, a dir la verità, non era totalmente aperta e non mi era possibile, di conseguenza, veder tutto. Allora, mi avvicinai e per quello che il mio occhio ebbe la possibilità di comprendere, v?era una tavola (secondo me, lunga) imbandita a festa. In quell?attimo fuggente, vidi pure un paio di compagni di classe, ovvero, una sola dato che il mio occhio felino puntò su un viso in particolare. Non avevo l?intenzione di interrompere una bella festa, né di dare brutte notizie e allora, prontamente e con scatto felino, indietreggiai: nessuno di loro mi vide e la cosa non mi meraviglia, dato che da tempo riuscivo pure ad entrare in classe e sedermi senza che nessuno di loro se ne accorgesse. Così, decido di tornarmene al finestrino di servizio della segreteria ed aspettare lì il bidello. Per ingannare l?attesa, mi metto a rovistare i volantini poggiati sopra la lastra di marmo, quando dopo qualche minuto il bidello esce dalla ?stanza delle feste? e, accorgendosi di me, mi chiama invitandomi al banchetto natalizio, con aria meravigliata di chi non si aspettava e non capiva il perché io non vi avessi ancor preso parte. Dopo i suoi solleciti: ?.Vieni?vieni?, io gli dissi: ?Ah, cercavo proprio lei. Sono qui per fare la domanda di dimissioni?. E lui: ?Domanda di dimissioni??. Ed io: ?Si?. Ci avviamo insieme in segreteria, ove lui provvide a cercare il modulo tra le cartelle degli armadi. Nel frattempo, mi guarda e cerca di capire. Mi chiede il perché e cerca di convincermi a pensarci su. Ho tanta ammirazione per quest?uomo che con sentimento cercava di riportarmi nella retta via e con motivazioni forti, ma gli feci capire che avevo preso già la mia decisione. Ancora, alla fine mi chiedeva: ?Ma tu dici: la dobbiamo presentare o no ?sta cosa??. E io continuavo: ?Si?si?si, perché per ora le mie forze non ce la fanno?. Allo stesso tempo, sottolineavo continuamente che ci rivedremo l?anno prossimo a settembre 2007; diciamo che ci tenevo molto a fargli capire che mi stavo ritirando non perché fossi stufo, ma perché in questo momento non ce la facevo. Mi da il modulo e lo compilo con una forte emozione che mi scorre dentro, che riesce quasi a farmi tremar la mano mentre scrivevo e dovetti irrigidirmi parecchio i muscoli della mano per non far notare niente. Alla fine, firmo: The End! E? fatta! Fino all?ultimo istante, il bidello cercava oltremodo di convincermi, ma senza riuscirci, scusandosi addirittura dicendo che non aveva intenzione di intromettersi nelle vicende altrui. Io gli feci capire che sapevo cosa lui volesse fare e che anzi l?ammiravo, ma non c?era proprio nulla che potesse farmi cambiare idea. Lo salutai, gli feci gli auguri ed uscii dall?edificio. Mentre facevo ritorno alla mia auto, notai che a pochi metri c?erano due miei compagni che discutevano: ?Ciao?ciao?ciao?come va?…Tutto bene?…? e li salutai. A quel punto, diedi la notizia ufficiale: ?Sono venuto a dare le dimissioni?. Uno di loro: ?No!!! Ma dai!!! Tu, no!!! Ma stai scherzando???!!! Ma non capisco, perché?? e altre frasi del genere, e altre ancora da cui devo ammettere mi sentivo parecchio lusingato. Sempre uno di loro dice, facendomi capire di aver compreso il nocciolo della situazione, cioè che le cose ho le faccio bene oppure lascio perdere: ed è proprio così. Saluto anche loro facendo gli auguri e, tristemente, vado sapendo cosa sto lasciando. Malinconicamente, entro nella mia auto e so che vorrei piangere per scaricare l?emozione che mi scorre dentro, ma non ci riuscii. Dopo esser passato dal supermercato, decido di fare un giro in macchina e assaporo più che mai (dopo 25 anni, addirittura) la bellezza della Ragusa vecchia. Ma molto prima ancora di arrivare a Ragusa Ibla, mi fermai e risposi all?SMS inviatomi ieri da una mia grande amica, preoccupata pure lei del mio ritiro e gli riferisco che ormai la cosa s?era fatta. Lei mi risponde e mi chiede di vederci una di queste sere per parlarci un po?. Le risponderò di si. Ora sono a casa e assaporo un piatto di fusilli con la salsa di pomodoro, che sembra avere un sapore diverso dai precedenti.

E’ tempo di riflettere… : Si, e ho pure deciso!

22 Dicembre 2006 1 commento


In riferimento a quello che dicevo QUI

Dunque riflettiamo……
Mumble, mumble….

Fatto!!!

Cosa?
Beh, ho dovuto prendere la dura e spinosa decisione di dare mie dimissioni da studente al corso serale di “Ragioneria”.

Perchè?
Diciamo, che nonostante io sia uno di quelli “apprezzati” per l’impegno e la qualità che cerco di conferire a quello che faccio (con tanti sforzi, credetemi), quest’anno mi sono ritrovato a fare tante assenze. Come dico a molti: “mi sono perso troppe puntate”. Ora, nonostante io riesca, in genere, a recuperare appieno le puntate perse (con non poco stupore degli insegnanti), quest’anno accuso un decifit di energie che rende molto difficili i miei tentativi. Tengo, a precisare, che oltre a studiare, lavoro pure e la stanchezza si fa sentire.
Ma la cosa motivazione principale che mi porta a smettere (momentaneamente, ovvio) è questa: se devo far qualcosa, devo farla bene, altrimenti ci do un taglio netto. Ora, so che potrei riuscire a far bene (e il passato me lo dimostra), ma per ora non riesco a essere concentrato come dovrei.

Quando?
Diciamo che in effetti, in cuor mio, ho deciso da un bel pò; ed è pure per questo che i miei compagni non mi vedono già da un bel pò di giorni, ma rassegnerò ufficialmente le dimissioni stasera, se la scuola è ancora aperta.

Cosa lasci?
I compagni, purtroppo: gente simpatica.

Che farai?
Mi dedicherò allo studio a tempo perso e senza impegno (ad esempio, farlo per l’interrogazione). Mi piace riuscire ad imparare delle materie, studiando in piena autonomia: questo è stato uno dei miei punti di forza che in passato mi ha pure aiutato molto. Poi, ovvio che studierò anche cose che non fanno parte dei miei studi ragionieristici: manuali di fotografia, prima di tutto, e poi voglio affondare il colpo sulla lingua inglese.

Ma ci sarebbe potuto essere qualcosa che ti sarebbe potuto essere d’aiuto?
Si, certo. Una figura molto importante al mio fianco: il Vero Amore. Proprio così, a differenza di altri che pensano che l’amore sia un elemento di distrazione per chi studia, invece io credo che da esso avrei ricevuto un valore aggiunto in termini di forza, sostegno morale, incoraggiamento, ecc.

Tornerai?
Ma certo, ti pareva che lasciassi perdere? Ho già annunciato il mio ritorno per Settembre 2007. Nel frattempo, conto di far un pieno di energie, di togliermi qualche pensiero di troppo e magari chissà…l’amore…

Fine.

Perle di saggezza

17 Dicembre 2006 3 commenti


Regali una figata, ricevi una cagata

(Luciana Littizzetto, stasera a “Che tempo che fa”)

;D